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	<title>Cassandra</title>
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	<description>Per amore delle parole</description>
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		<title>Cassandra</title>
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		<title>Trasloco!</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 08:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ormai è chiaro, non scrivo più su questo blog: non ne ho più il tempo e i collaboratori che mi ero scelta hanno disertato il progetto. Mi rincresce chiudere Cassandra, perciò manterrò aperta la pagina. Non mandatemi più e-mail con richieste di recensioni del vostro materiale: non me ne occupo più. Ho trasferito i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=275&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ormai è chiaro, non scrivo più su questo blog: non ne ho più il tempo e i collaboratori che mi ero scelta hanno disertato il progetto.<br />
Mi rincresce chiudere <strong><em>Cassandra</em></strong>, perciò manterrò aperta la pagina.<br />
Non mandatemi più e-mail con richieste di recensioni del vostro materiale: non me ne occupo più.<br />
Ho trasferito i (miei) post migliori e, <em>in primis</em>, le recensioni dei libri letti, sul mio blog personale (messo a nuovo per l&#8217;occasione)<span style="color:#ff00ff;"><a href="http://eloisamassola.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color:#ff00ff;"> www.eloisamassola.blogspot.com</span></a>.</span></p>
<p>Spero che ci leggeremo ancora &#8211; vicendevolmente.</p>
<p><em><strong>Eloisa</strong></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/275/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=275&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Leggere Lolita a Teheran&#8221;, di Azar Nafisi</title>
		<link>http://lacassandra.wordpress.com/2010/09/13/leggere-lolita-a-teheran-di-azar-nafisi/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 17:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cassandra Nell&#8217;universo caotico e demoralizzante dei &#8220;contratti interinali&#8221;, dei Co.co.pro. (esiste espressione più brutta a questo mondo?), delle collaborazioni saltuarie, mensili, quindicinali, R. è stato mio collega per ben quattro mesi. Girava fra le risaie della zona sotto il sole e con l&#8217;afa impietosa della Pianura Padana, nelle ore più calde della giornata. Eppure [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=267&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>di Cassandra</h3>
<p><img class="alignleft" style="margin:1px 3px;" title="Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/154/9788845921544g.jpg" alt="" width="200" height="307" />Nell&#8217;universo caotico e demoralizzante dei &#8220;contratti interinali&#8221;, dei Co.co.pro. (esiste espressione più brutta a questo mondo?), delle collaborazioni saltuarie, mensili, quindicinali, R. è stato mio collega per ben quattro mesi. Girava fra le risaie della zona sotto il sole e con l&#8217;afa impietosa della Pianura Padana, nelle ore più calde della giornata. Eppure riusciva ad arrivare in ufficio ogni giorno offrendoci un sorriso, una battuta spiritosa. La sua presenza era ingombrante: un uomo corpulento, amante dei piaceri della tavola. Passava parecchio tempo a discutere con F. delle diverse varietà di peperoncino o del modo migliore di cucinare un maialetto al forno.<br />
Finché un giorno non vide sulla mia scrivania (rigorosamente voltato con la copertina di sotto: ostentare il titolo del libro in lettura è un&#8217;impudicizia che non sopporto) <em>La vita emotiva dei gatti</em>, di Jeffrey M. Masson. Non un romanzo, ma un aggraziato elogio della felinità: tuttavia, poiché da sempre letteratura e gatti vanno a braccetto, finimmo per parlare delle nostri recenti e predilette letture.<br />
R. si rivelò un lettore intelligente, curioso, smaliziato. Non aveva mai letto <em>L&#8217;amante di Lady Chatterley</em> &#8211; che io non persi occasione di menzionare &#8211; ma era rimasto folgorato da <em>Lolita</em>, che aveva divorato in breve tempo.<br />
«E sai perché? Perché ho trovato quest&#8217;altro libro, <em>Leggere Lolita a Teheran</em>, in cui non si faceva altro che parlare di Nabokov e io, mentre leggevo, continuavo a dirmi che <em><strong>dovevo</strong></em> conoscere <em>Lolita</em>&#8230; e così&#8230;»<br />
Il giorno dopo R. arriva con un libro dalla copertina rossa, edizioni Adelphi. <em>Leggere Lolita a Teheran</em>, appunto, dell&#8217;insegnante iraniana Azar Nafisi.<br />
Il libro non è un romanzo; non è neppure un saggio. E&#8217;, piuttosto la ricostruzione fedele da un lato dei tumultuosi anni successivi alla rivoluzione di Khomeini, dall&#8217;altro del difficile percorso affrontato da una donna che ha la duplice colpa di essere donna e di amare la letteratura occidentale.<br />
Così, tra il racconto dei bombardamenti, tra la ricostruzione dei ritratti femminili (a volte ironici, a volte profondamente drammatici) delle studentesse di Azar Nafisi, l&#8217;autrice trova consolazione, conforto e autentici slanci di passione nelle opere letterarie che ha amato e che tenta con ogni mezzo (al di là della censura e della grettezza culturale dilagante con la &#8220;rivoluzione) di insegnare ai suoi giovani allievi.<br />
Vladimir Nabokov, Francis Scott Fitzgerald, Henry James e Jane Austen si affacciano sulle pagine del libro (dando il titolo alle quatto parti in cui e suddiviso) come &#8220;lente&#8221; attraverso cui osservare la realtà, mantenendo limpido il proprio sguardo.<br />
Memorabile la scena in cui Azar Nafisi, per difendere <em>Il grande Gatsby</em> dai ciechi attacchi dei suoi studenti più intolleranti, inscena in aula un vero e proprio processo al romanzo:</p>
<blockquote><p>All&#8217;improvviso mi venne un&#8217;idea bizzarra. Visto che in quei giorni i processi pubblici parevano tanto di moda, perché non mettevamo Gatsby sul banco degli imputati? [...] Qualche giorno dopo venne a trovarmi Bahri. Era diverso dal solito, irritato, nervoso, tanto che mi parve fosse passato un secolo dal nostro ultimo incontro. [...] Era proprio necessario mettere un libro sotto processo? disse. La domanda mi colse alla sprovvista. Cosa voleva, che lo togliessi dal programma senza nemmeno una parola in sua difesa? E poi, conclusi, questo è un buon momento per i processi, no? [1]</p></blockquote>
<p>Un autentico canto d&#8217;amore per la letteratura, quello di Nafisi, capace di restituire forza e speranza al di sopra di ogni aspettativa. E, perfino, di illuminare quella che pare essere un&#8217;ammissione di sconfitta più che un viaggio di speranza: l&#8217;abbandono dell&#8217;Iran da parte di Azar e della sua famiglia:</p>
<blockquote><p>Lasciai Teheran il 24 giugno 1997, per cercare quella luce verde in cui una volta aveva creduto anche Gatsby. [...] Talvolta sul mio computer brillano come lucciole dei messaggi di posta elettronica oppure ricevo lettere spedite da Teheran o Sidney; sono i miei ex studenti, che mi parlano delle loro vite e dei loro ricordi. [...] Anche Nima insegna. Lui, l&#8217;ho sempre pensato, è nato per fare questo mestiere. [...] Manna scrive poesie, e quando di recente le ho detto che volevo scrivere un epilogo per il mio libro ma non sapevo che dire su di lei, mi ha mandato questo: &#8220;Sono passati cinque anni, da quando tutto è cominciato in una stanza luminosa di nubi, dove leggevamo <em>Madame Bovary</em> e mangiavamo cioccolatini da un piatto rosso come il vino, tutti i giovedì mattina. Dell&#8217;implacabile monotonia della nostra vita quotidiana non è cambiato quasi nulla. Io invece sono cambiata, in un certo senso. Ogni mattina, quando sorge il solito sole, quando mi sveglio e mi metto il solito velo davanti al solito specchio per uscire e diventare ancora una volta parte di quella che chiamano realtà, penso anche a un&#8217;altra &#8216;me&#8217;, nuda sulle pagine di un libro: in un mondo di fantasia, fissa e immobile come una statua di Rodin. E così rimarrò finché mi terrete nei vostri occhi, cari lettori&#8221;. [2]</p></blockquote>
<p><em><strong>Note</strong></em><br />
[1] A. Nafisi, <em>Reading Lolita in Tehran</em>, 2003 (trad. it. <em>Leggere Lolita a Teheran</em>, Adelphi, Milano 2008, pp. 146 &#8211; 147).<br />
[2] <em>Ivi</em>, pp. 373 &#8211; 375.</p>
<p><span style="color:#888888;">Azar Nafisi<br />
<em>Leggere Lolita a Teheran</em><br />
Adelphi<br />
Milano 2008</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/267/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=267&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;I demoni meridiani&#8221;, di Roger Caillois</title>
		<link>http://lacassandra.wordpress.com/2010/02/22/i-demoni-meridiani-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cassandra Breve e tuttavia fondamentale saggio del 1936 dello scrittore e saggista Roger Caillois, che affronta, con un linguaggio agevole e suggestivo, il tema affascinante dei demoni meridiani e della loro malìa. Nella prima delle tre parti Caillois, prendendo le mosse dal versetto 6 del salmo biblico 91 («[...] Non temerai pericolo notturno / [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=254&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>di Cassandra</h3>
<p><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" title="Caillois, I demoni meridiani" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/138/9788833911380g.jpg" alt="" width="200" height="301" /> Breve e tuttavia fondamentale saggio del 1936 dello scrittore e saggista Roger Caillois, che affronta, con un linguaggio agevole e suggestivo, il tema affascinante dei <strong>demoni meridiani</strong> e della loro malìa.</p>
<p>Nella prima delle tre parti Caillois, prendendo le mosse dal versetto 6 del salmo biblico 91 («[...] Non temerai pericolo notturno / né saetta volante di giorno, / né peste vagante nel buio, / né morbo che ai meriggi meni strage. [...]») illustra le caratteristiche precipue (per ciò che concerne l&#8217;antichità greco-romana) delle entità demoniache che appaiono nell&#8217;ora delicatissima del meriggio, dimostrando come essa &#8211; e non la mezzanotte &#8211; fosse in origine, prima dell&#8217;avvento del cristianesimo, il momento d&#8217;elezione in cui il divino e i morti poteveno cogliere di sorpresa gli esseri umani con le loro apparizioni.<br />
E&#8217; infatti nel <em>meridies</em> che Ecate ed Empusa possono manifestarsi con maggiore frequenza ai crocicchi; i morti ritornano a far visita (desiderati o meno) ai vivi; e il sole è &#8220;sterminatore&#8221; e disseccante, foriero di morte e di putrescenza.</p>
<p>Nella seconda parte, poi, l&#8217;autore passa in rassegna tutti i &#8220;demoni meridiani&#8221; della mitologia greca, suddivisi per tipologia: le Sirene, creature alate che con il loro canto conducono all&#8217;accidia e, di conseguenza, alla morte; i Lotofagi; le liquide Ninfe, «dee senza sonno, temibili per gli abitanti dei campi» (Stemplinger), responsabili del delirio profetico o <strong><em>ninfolessia</em></strong>; e infine gli incubi e i succubi, il cui principale esponente è Pan, temibile dio solare.</p>
<p>Nell&#8217;ultima parte, infine, Caillois propone alcune riflessioni su tematiche che non possono essere collegate in esclusiva con la magia del meriggio, ma che presentano con essa analogie interessanti: la caccia selvaggia; i terremoti e le eclissi diurne; la fecondazione sovrannaturale a mezzogiorno.</p>
<p>Per quanto limitato nelle sue fonti all&#8217;antichità greca, romana, ebraica (con qualche puntata nella mitologia sudamericana e slava), <em>I demoni meridiani</em> pone le basi per lo svolgimento di un lungo itinerario avanti e indietro nel tempo, alla ricerca delle tracce (mitologiche, religiose, letterarie) derivanti dall&#8217;archetipo dei <em>daimones</em> del meriggio. Il saggio di Caillois ha infatti il merito notevole di aver tracciato con mano ferma e dovizia di fonti il ritratto e la &#8220;genealogia&#8221; di una figura mitologia e letteraria (si pensi, nel secolo scorso, al &#8220;meriggiare pallido e assorto&#8221; di Eugenio Montale) fra le più antiche e di potente suggestione.</p>
<p><span style="color:#888888;">Roger Caillois<br />
<em>I demoni meridiani</em><br />
Bollati Boringhieri</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/254/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=254&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Caillois, I demoni meridiani</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Tre poesie di Gabriella Garofalo</title>
		<link>http://lacassandra.wordpress.com/2010/02/13/tre-poesie-di-gabriella-garofalo/</link>
		<comments>http://lacassandra.wordpress.com/2010/02/13/tre-poesie-di-gabriella-garofalo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 11:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[di mille e altre mille]]></category>
		<category><![CDATA[poesie dei 7 giorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Suggestioni di luce, natura piena ed esausta, vita e morte in tre poesie inedite gentilmente donate a Cassandra dalla poetessa Gabriella Garofalo. Apocalisse di sbieco 29/06/’07 a dl Apocalisse di sbieco batte l’anima - insetti mantidi libellule lasciate perdere natura e tu lascia che invadano insetti mantidi libellule che sentano la fame nelle piante, nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=251&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Suggestioni di luce, natura piena ed esausta, vita e morte in tre poesie inedite gentilmente donate a </em><span style="color:#800080;"><strong>Cassandra</strong></span><em> dalla poetessa Gabriella Garofalo.<br />
</em><strong><br />
Apocalisse di sbieco</strong></p>
<p>29/06/’07<br />
<em>a dl </em></p>
<p>Apocalisse di sbieco batte l’anima -<br />
insetti mantidi libellule<br />
lasciate perdere natura<br />
e tu lascia che invadano<br />
insetti mantidi libellule<br />
che sentano la fame nelle piante,<br />
nel soffio di cicala estate, morso che infetta -<br />
comunque rassicurati,<br />
anche l’azzurra polvere di nubi<br />
ha forma ed eleganza di tua fame,<br />
seme che sai di marcio<br />
fin dalla prima nascita.</p>
<p>***</p>
<p>25/11/’07<br />
<em>a C. </em></p>
<p>Dio, che irrisolto bagliore<br />
quel breve contatto di grembi -<br />
raffreddati, anima, raffreddati<br />
neanche pensarci di percorrere l’attesa:<br />
non cadono rami<br />
per impeto di mesi di stagioni,<br />
ma per sclerosi verde che riduce,<br />
piega e tace linfa -<br />
coltiva la morte come un prato -<br />
se luce di scrittura fa sul serio,<br />
solo se muove al verde.</p>
<p>***</p>
<p>11/08/’07<br />
<em>a S. P. </em></p>
<p>Estate, avidità, cibo che non sopporti -<br />
logico, ti hanno impedito il grembo -<br />
ma perché sono sempre altre donne, altre madri<br />
in dovere di curare alberi<br />
in urgenza di recidere radici -<br />
pure, spavento di sguardi,<br />
sagacia di volpi che accostano<br />
si ergeva e tu chiedi perfino<br />
sciarpe di lana colorata<br />
agli amanti che solo possiedono<br />
ripetuti aborti di una luce.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/251/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=251&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Eloisa</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Da &#8220;La sabbia e l&#8217;angelo&#8221;</title>
		<link>http://lacassandra.wordpress.com/2010/01/30/da-la-sabbia-e-langelo/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 19:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesie dei 7 giorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non il ramo spezzato, non l&#8217;erba scomposta lungo il sentiero ci dicevano il suo passaggio, ma il tocco di solitudine che ogni cosa in sé custodiva ed a noi rendeva, liberando dopo il messaggio consueto l&#8217;altra, l&#8217;ignota parola. Come trasalivamo ascoltandola, come si orientava sicuro il nostro cuore sull&#8217;invisibile traccia! Così noi sempre ti seguimmo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=247&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non il ramo spezzato, non l&#8217;erba scomposta lungo il sentiero<br />
ci dicevano il suo passaggio, ma il tocco di solitudine<br />
che ogni cosa in sé custodiva ed a noi rendeva, liberando<br />
dopo il messaggio consueto l&#8217;altra, l&#8217;ignota parola.<br />
Come trasalivamo ascoltandola, come si orientava sicuro<br />
il nostro cuore sull&#8217;invisibile traccia!<br />
Così noi sempre ti seguimmo, Dominatore e Amato,<br />
né ci sorprende la bianca luce in cui svelato al nostro fianco cammini<br />
(ora che l&#8217;ombra carnale è tramontata sul meridiano della morte)<br />
perché da lungo tempo te solo conoscevamo, a te solo<br />
obbedivamo, tua destinata preda,<br />
trascinando sulle vie della terra la tua celeste catena straniera.</p>
<p><em>Margherita Guidacci</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/247/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=247&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Eloisa</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il silenzio di J. D. Salinger</title>
		<link>http://lacassandra.wordpress.com/2010/01/29/il-silenzio-di-j-d-salinger-parte-prima/</link>
		<comments>http://lacassandra.wordpress.com/2010/01/29/il-silenzio-di-j-d-salinger-parte-prima/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[di mille e altre mille]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lacassandra.wordpress.com/?p=236</guid>
		<description><![CDATA[di Cassandra «Gin a body meet a body Coming thro&#8217; the rye, Gin a body kiss a body Need a body cry?» Fu a partire dagli anni Cinquanta del Novecento che venne a formarsi in Europa quella società consumistica, capitalistica e fortemente influenzata dall&#8217;egemonia (politica, culturale e di costume) statunitense che ancora oggi si trascina, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=236&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>di Cassandra</h3>
<p><em>«Gin a body meet a body<br />
Coming thro&#8217; the rye,<br />
Gin a body kiss a body<br />
Need a body cry?»</em></p>
<p>Fu a partire dagli anni Cinquanta del Novecento che venne a formarsi in Europa quella società consumistica, capitalistica e fortemente influenzata dall&#8217;egemonia (politica, culturale e di costume) statunitense che ancora oggi si trascina, sia pure con affanno, fra miserie economiche e catastrofi ecologiche incombenti.<br />
Fu, quella, un&#8217;epoca di grandi trasformazioni culturali, che compresero la formazione di una nuova <strong>cultura mercificata</strong>,</p>
<blockquote><p>La cultura che, conforme al suo senso, non solo obbediva agli uomini ma continuava anche a protestare contro la condizione di sclerosi nella quale essi vivono e, in tal modo, faceva ad essi onore, oggi si ritrova invece integrata nella condizione di sclerosi; così contribuisce ad avvilire gli uomini ancora di più. Le produzioni dello spirito nello stile dell&#8217;industria culturale non sono ormai <em>anche</em> delle merci, ma lo sono integralmente. (Theodor W. Adorno)</p></blockquote>
<p>la <strong>trasformazione dell&#8217;editoria in industria atta a creare profitto</strong> (l&#8217;unica editoria possibile, oggigiorno)</p>
<blockquote><p>[...] quel sistema che si vuole contestare ha ormai talmente perfezionato le sue tecniche di penetrazione e di condizionamento, ha tale potere di mercificare ogni prodotto culturale, [...] che può permettersi il lusso di tollerare qualsiasi attacco gli venga rivolto, anzi di strumentalizzarlo a fini commerciali, di smerciarlo e imporlo con l&#8217;attrattiva della novità [...]. (Salvatore Guglielmino)</p></blockquote>
<p>e ancora il <strong>teatro estraniato ed estraniante di Ionesco e di Beckett</strong>; gli <strong><em>angry young men</em> Osborne, Pinter e Wesker</strong>; il <strong>&#8220;Gruppo 47&#8243;</strong> in Germania; e, non ultima, la <strong><em>beat generation</em></strong> negli Stati Uniti, <strong>con Keruac</strong> e il suo <em>Sulla strada</em> &#8211; <strong>e</strong> con <strong>Salinger</strong> e il suo <em>The Catcher in the Rye</em>, tradotto in Italia col titolo <em>Il giovane Holden</em>.</p>
<p>La storia de <strong><em>Il giovane Holden</em></strong> è conosciuta.</p>
<p><em>Holden Caufield, rampollo adolescente di una famiglia dell&#8217;alta borghesia newyorkese, decide di abbandonare la scuola di Pencey, in seguito all&#8217;ennesimo fallimento negli studi.<br />
Non volendo far sapere nulla ai genitori dell&#8217;insuccesso scolastico e della bocciatura che ne ha fatto seguito, abbandona l&#8217;istituto e fugge a New York, dove prende alloggio in uno squallido alberghetto.<br />
Il suo fine settimana trascorre fra la frequentazione di locali e personaggi equivoci, ubriacature e incontri con vecchi amici e insegnanti.<br />
Solo il forte e affettuoso legame con la sorellina Phoebe riuscirà tuttavia a far tornare Holden sui propri passi: quando, infatti, il ragazzo le comunica che ha deciso di partire per l&#8217;Ovest, la piccola si presenta all&#8217;appuntamento che Holden le ha dato davanti a un museo per poterla salutare con una valigia, annunciando l&#8217;intenzione di voler partire insieme al fratello.<br />
Colpito dalla volontà di Phoebe e perplesso di fronte al futuro che gli si prospetta, Holden torna a casa insieme alla bambina.</em></p>
<p>Meno evidenti (anche se in larga misura intuibili) sono invece le motivazioni che spinsero <strong>Jerome David Salinger</strong> (New York, 1° gennaio 1919 &#8211; Cornish, 27 gennaio 2010) a ritirarsi completamente dalla scena letteraria, dopo <em>Il giovane Holden</em>, i <em>Nove racconti</em> e alcune altre <em>short story</em> pubblicate sul &#8220;New Yorker&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin:1px 3px;" title="J. D. Salinger" src="http://mtblog.newyorker.com/online/blogs/books/assets_c/2010/01/JDSalinger-thumb-200x280-25059.jpg" alt="" width="200" height="280" />Figlio di un ebreo di origini polacche che commerciava in carne e di una donna, Marie Jillich, convertitasi all&#8217;ebraismo dopo il matrimonio, Salinger frequentò le scuole pubbliche di Manhattan per poi approdare alla New York University, che tuttavia abbandonò dopo poco tempo, per imbarcarsi a lavorare su una nave da crociera.<br />
Aveva già cominciato a scrivere ai tempi del <em>college</em> di Wayne e, più tardi, dopo aver intrapreso il commercio di carne suggeritogli dal padre, frequentò un corso di scrittura presso la Columbia University.<br />
Fu il suo insegnante, Whit Burnett, all&#8217;epoca direttore della rivista &#8220;Story magazine&#8221;, a scoprire il talento di Salinger e a pubblicare il suo primo racconto, <em>The Young Folks</em>.<br />
La pubblicazione di altre opere sul &#8220;New Yorker&#8221; avvenne solo dopo la Seconda guerra mondiale. Esperienza, quest&#8217;ultima, che gli permise di conoscere Ernest Hemingway in Normandia (dove partecipò allo sbarco), ma che segnò profondamente la sua esistenza. «È impossibile non sentire più l&#8217;odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva», disse in seguito alla figlia.<br />
Fra i racconti proposti al &#8220;New Yorker&#8221; vi era anche<em> Slight Rebellion</em>, in cui compare per la prima volta il personaggio di Holden Caufield.<br />
<em>Il giovane Holden</em> arriva nel 1951 ed è un immediato successo.<br />
Dopo questo romanzo, divenuto in brevissimo tempo un <em>cult</em> letterario, Salinger pubblicherà ancora i <em>Nove racconti</em> e qualche altro racconto, per poi ritirarsi a vivere a Cornish, abbandonando del tutto la carriera letteraria. La sua ultima apparizione sulle pagine del &#8220;New Yorker&#8221; è datata 1965.<br />
Fin dalla prima pubblicazione de <em>Il giovane Holden</em>, Salinger &#8211; che all&#8217;inizio della sua attività di scrittore aveva ardentemente desiderato di veder pubblicati i suoi racconti su riviste prestigiose &#8211; aveva dato segni di insofferenza per il successo personale ottenuto e per quella sua foto che campeggiava sul retro di tutte le copertine del romanzo, tanto da aver ordinato che venisse eliminata nelle edizioni successive.<br />
In seguito, il suo eremitaggio fu completo e creò intorno allo scrittore quell&#8217;alone di mistero che meritano le figure leggendarie. Si parla di innumerevoli opere inedite, accumulate nella sua casa di Cornish, in attesa di essere pubblicate postume. Forse è vero, forse no.<br />
I giornali di tutto il mondo oggi scrivono su di lui, criticandolo (e, a volte, <a href="http://www.bookpatrol.net/2010/01/jd-salinger-files-lawsuit-from-grave.html" target="_blank">canzonandolo</a>) per la sua scelta di ritirarsi dal mondo o, al contrario, tessendo lodi <em>post mortem</em> per quell&#8217;unica pietra miliare della letteratura <em>beat</em>.<br />
Il &#8220;New Yorker&#8221; lo omaggia pubblicando sul suo sito Internet <a href="http://www.newyorker.com/online/blogs/books/2010/01/salinger-in-our-archives.html" target="_blank">un archivio dei suoi racconti</a>, pubblicati fra il 1946 e il 1965.<br />
Ma ciò che più conta, in questo avvicendarsi di parole su J. D. Salinger e sulla sua opera, è la cifra impalpabile del suo <em><strong>silenzio</strong></em>.<br />
Nella società della confusione letteraria e della mercificazione della scrittura, la scelta di non parlare e di non scrivere compiuta da uno degli autori più rappresentativi della letteratura internazionale degli anni Cinquanta e Sessanta fornisce lo spunto per considerazioni e domande interessanti &#8211; anche se non necessariamente rassicuranti.<br />
Come si diceva, da un lato osannato sino a diventare simbolo incontrastato dell&#8217;anticonformismo (in un&#8217;epoca in cui tutto può essere catalogato, classificato ed esposto &#8211; perfino i sentimenti, in un&#8217;oscena &#8220;pubblicizzazione del privato&#8221; &#8211; come catalogare e classificare, un autore evanescente, uno che, come scrive Mario Fortunato su uno dei blog de &#8220;L&#8217;Espresso&#8221;, non ha «mai dato interviste. Mai messo piede in uno studio televisivo. Mai neanche una foto. Niente. E se qualcuno si azzardava ad andarlo a cercare nel suo buco del New Hampshire dove viveva fino a ieri l’altro, lui lo scacciava via a suon di calci e di avvocati»?); dall&#8217;altro visto sempre con una certa antipatia proprio perché poco incline a piegarsi alla rassicurante prevedibilità dei <em>cliché</em>.<br />
Al di là della risaputa tendenza umana di amare o detestare ciò che non può essere da tutti com-preso, resta la malinconia di questo silenzio inspiegato.<br />
E se Salinger ci può piacere non solo per la nitidezza del tratto con cui ha descritto i turbamenti di Holden Caufield e di un&#8217;intera generazione, ma anche per quel suo fiero rifiuto della moderna mondanità letteraria (così avvilente), tuttavia rimane il triste dubbio che l&#8217;unica via per liberare le &#8220;produzioni dello spirito&#8221; dalla nuova &#8220;industria culturale&#8221; sia proprio astenersi dal produrre, dallo scrivere.</p>
<blockquote><p>Un sacco di gente, soprattutto questo psicanalista che c&#8217;è qui, continuano a chiedermi se quando tornerò a scuola a settembre mi metterò a studiare. È una domanda così stupida, secondo me. Voglio dire, come fate a sapere quello che farete, finché non lo fate? La risposta è che non lo sapete (da <em>Il giovane Holden</em>).</p></blockquote>
<p><strong>Link utili:</strong><br />
• <em><a href="http://fortunato.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/29/salinger-e-la-retorica/" target="_blank">Salinger e la retorica</a></em>, di Mario Fortunato<br />
• <a href="http://www.newyorker.com/online/blogs/books/remembering-salinger" target="_blank">Remembering Salinger &#8211; &#8220;The New Yorker&#8221;</a><br />
• <a href="http://www.guardian.co.uk/books/booksblog/2010/jan/28/jd-salinger-catcher-in-the-rye" target="_blank"><em>J. D. Salinger: America&#8217;s great literary hermit</em></a> &#8211; &#8220;The Guardian &#8211; Books Blog&#8221;<br />
• <em><a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/01/28/news/morto_salinger-2110784/" target="_blank">Addio a Salinger</a></em> &#8211; &#8220;La Repubblica&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/236/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=236&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">J. D. Salinger</media:title>
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		<title>&#8220;Il buio non nasconde paure&#8221;, di Shashi Deshpande</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 11:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cassandra E&#8217; intima e autentica la disperazione che pervade le pagine de Il buio non nasconde paure, romanzo della scrittrice anglo-indiana Shashi Deshpande. La storia è quella di Saru, medico affermato a Bombay, che la notte viene stuprata dal marito Manu, letterato fallito. Un &#8220;rito&#8221; angoscioso, affermazione di un potere maschile effimero, a cui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=233&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>di Cassandra</strong></h3>
<p><img class="alignleft" title="Il buio non nasconde paure" src="http://www.mondointasca.org/restricted/uploads/thumb/tn_200_300_il-buio-non-nasconde.jpg" alt="" width="200" height="300" />E&#8217; intima e autentica la disperazione che pervade le pagine de <em>Il buio non nasconde paure</em>, romanzo della scrittrice anglo-indiana <a href="http://www.sawnet.org/books/authors.php?Deshpande+Shashi" target="_blank">Shashi Deshpande</a>.<br />
La storia è quella di Saru, medico affermato a Bombay, che la notte viene stuprata dal marito Manu, letterato fallito.<br />
Un &#8220;rito&#8221; angoscioso, affermazione di un potere maschile effimero, a cui Saru non riesce ribellarsi e del quale neppure riesce a parlare, poiché lo considera una sorta di punizione per tutte le sue colpe: l&#8217;abbandono della casa dei genitori (e della madre, soprattutto) per frequentare l&#8217;università; la sua brillante carriera lavorativa, che ha minato la dignità virile di suo marito; e, non ultima, la morte del suo fratellino Dhruva.<br />
Per sfuggire al dolore delle sue notti, Saru infine decide di fuggire, tornando alla modesta casa del padre: la madre è ormai morta e la giovane donna si illude di riuscire così a dimenticare la propria sofferenza.<br />
Il percorso verso una nuova consapevolezza di sé, però, non sarà privo di difficoltà.<br />
Con una scrittura semplice e tuttavia sapiente, precisa, oscillante di continuo fra la terza e la prima persona singolare del narratore, la Deshpande riesce a tratteggiare con rara efficacia la psicologia delle due protagoniste femminili (Saru e sua madre), andando a toccarne i nodi cruciali: la durezza di cui anche le donne sanno essere capaci e il modo in cui essa va ad influire nei rapporti umani, devastandoli, annichilendoli; il senso di colpa maturato da una figlia dinanzi alle accuse dei genitori, che le provocherà un&#8217;infelicità profonda e quasi inestirpabile; la difficoltà ad emanciparsi dalle tradizioni del proprio paese e della propria condizione sociale.</p>
<blockquote><p>A volte le sorgeva il dubbio di essere una madre fredda e snaturata. Eppure aveva giurato a se stessa che non avrebbe mai lesinato amore e comprensione ai figli come aveva fatto sua madre. Che per i suoi figli sarebbe stata tutto quello che sua madre non era stata per lei. Ma i figli avevano cominciato subito a deluderla. Durante i lunghi mesi della gravidanza si era tenuta su al pensiero del miracolo che l&#8217;aspettava, il miracolo della maternità. Ma quando attraverso una nebbia di dolore e sgomento, dopo una giornata passata a battagliare, aveva sentito la testa di Renu che spingeva per uscire, la situazione umiliante l&#8217;aveva indignata. La posizione, i grugniti, le grida, il dolore l&#8217;avevano trasformata in un animale: era davvero questo il preludio della maternità? [1]</p></blockquote>
<p>Una forte voce femminile, quella della Deshpande, che non indulge in compassione nemmeno nei confronti della stessa protagonista, Saru, e che tuttavia saprà condurla e condurci verso un finale liberatorio.</p>
<p><em><strong>Note</strong></em><br />
[1 ] S. Deshpande, <em>The Dark Holds No Terrors</em>, 2009 (trad. it. <em>Il buio non nasconde paure</em>, Edizioni e/o, Roma 2009, p. 200).</p>
<p><span style="color:#888888;">Shashi Deshpande<br />
<em>Il buio non nasconde paure</em><br />
Edizioni e/o<br />
Roma 2009</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/233/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=233&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Il buio non nasconde paure</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Le prime segnalazioni del 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 14:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni blog]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cassandra Raccolgo il suggerimento dalla preziosa trasmissione di Radio Popolare Alaska (di cui segnalo con piacere il blog: AlaskaBlog) e segnalo a mia volta tre blog che vale la pena inserire fra i preferiti: • The Selby: il blog di Todd Selby, fotografo newyorkese specializzato nel ritrarre case e appartamenti. Uno sguardo molto particolare, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=227&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>di Cassandra</h3>
<p>Raccolgo il suggerimento dalla preziosa trasmissione di Radio Popolare <strong><em>Alaska</em></strong> (di cui segnalo con piacere il blog: <a title="Vai al blog" href="http://mir.it/servizi/radiopopolare/blogs/alaska/" target="_blank">AlaskaBlog</a>) e segnalo a mia volta tre blog che vale la pena inserire fra i preferiti:</p>
<p>• <a title="Vai al blog" href="http://www.theselby.com/" target="_blank">The Selby</a>: il blog di Todd Selby, fotografo newyorkese specializzato nel ritrarre case e appartamenti. Uno sguardo molto particolare, diverso da quello delle patinate riviste di arredamento, capace di cogliere nelle abitazioni (più o meno celebri) le tracce più originali del loro &#8220;vissuto&#8221;.</p>
<p>• <a title="Vai al blog" href="http://www.kerismith.com/blog/index.html" target="_blank">Wish Jar</a>: il blog della poliedrica artista Keri Smith, autrice e illustratrice di libri, nonché &#8220;<a title="Vai alla pagina" href="http://www.kerismith.com/funstuff/guerilla.htm" target="_blank">Guerrilla artist</a>&#8220;. Autentica e originale fonte di ispirazione per ogni forma di arte libera e <em>liberata</em>. Presente da molto tempo sul Web e attenta (nonché critica) osservatrice delle nuove forme di comunicazione, Keri Smith è, fra le altre cose, l&#8217;autrice del logo &#8220;Ad-free blog&#8221;, che anche <strong><em>Cassandra</em></strong> ha deciso di adottare.</p>
<p>• <a title="Vai al blog" href="http://labellaelabestia.org/" target="_blank">La bella e la bestia</a>: non è da sottovalutare neppure il blog della conduttrice della trasmissione <em>Alaska</em>, Marina Petrillo, dotata di una &#8220;penna&#8221; (si può dire &#8220;avere una bella penna&#8221; nell&#8217;era dei blog?) leggera e di un buon occhio fotografico, capace di cogliere le intimità sottili della vita domestica: personalmente, ho quasi preferito i suoi scatti a quelli decisamente più patinati di Todd Selby.</p>
<p>Infine, sul mio <a title="Vai al blog" href="http://diarioimpudico.wordpress.com/" target="_blank">Diario impudico</a>, si parla <a title="Vai al blog" href="http://diarioimpudico.wordpress.com/2010/01/07/delle-piante-che-crescono-lungo-il-sentiero/" target="_blank">Delle piante che crescono lungo il sentiero</a> e di occhio po(i)etico.</p>
<p><a href="http://lacassandra.files.wordpress.com/2010/01/the-blue-stove-doorstep-300x1991.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-229" title="The Blue Stove doorstep" src="http://lacassandra.files.wordpress.com/2010/01/the-blue-stove-doorstep-300x1991.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a><br />
<em>The Blue Stove doorstep</em> © Marina Petrillo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/227/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=227&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">The Blue Stove doorstep</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Senza titolo, di Alda Merini</title>
		<link>http://lacassandra.wordpress.com/2010/01/04/senza-titolo-di-alda-merini/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesie dei 7 giorni]]></category>

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		<description><![CDATA[(C&#8217;è desiderio di resurrezione, nell&#8217;aria.) Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera. Alda Merini<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=225&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>(C&#8217;è desiderio di resurrezione, nell&#8217;aria.)</h3>
<p>Sono nata il ventuno a primavera<br />
ma non sapevo che nascere folle,<br />
aprire le zolle<br />
potesse scatenar tempesta.<br />
Così Proserpina lieve<br />
vede piovere sulle erbe,<br />
sui grossi frumenti gentili<br />
e piange sempre la sera.<br />
Forse è la sua preghiera.</p>
<p><em>Alda Merini</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/225/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=225&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Sunset Limited&#8221;, di Cormac McCarthy</title>
		<link>http://lacassandra.wordpress.com/2009/12/07/sunset-limited-di-cormac-mccarthy/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 15:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eloisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cassandra Da tempo ormai Cormac McCarthy ci ha abituati alla sua &#8220;poesia del dualismo&#8221;, a quell&#8217;opposizione sapiente dei contrasti, della luce e dell&#8217;ombra, che genera meraviglia e orrore, nell&#8217;ambito di un sapiente affresco del genere umano. Così era ne Il buio fuori, favola apocalittica avente come protagonisti due fratelli incestuosi; così ne La strada, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=211&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>di Cassandra</h3>
<p><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin-left:3px;margin-right:3px;" title="Sunset Limited di Cormac McCarthy" src="http://dalleprimebattute.files.wordpress.com/2008/10/sunset-limited.jpg?w=205&#038;h=300" alt="" width="205" height="300" />Da tempo ormai Cormac McCarthy ci ha abituati alla sua &#8220;poesia del dualismo&#8221;, a quell&#8217;opposizione sapiente dei contrasti, della luce e dell&#8217;ombra, che genera meraviglia e orrore, nell&#8217;ambito di un sapiente affresco del genere umano.<br />
Così era ne <a title="Vai alla recensione su Cassandra" href="http://lacassandra.wordpress.com/2009/01/26/il-buio-fuori-di-cormac-mccarthy/" target="_blank"><em>Il buio fuori</em></a>, favola apocalittica avente come protagonisti due fratelli incestuosi; così ne <a title="Vai alla recensione su Cassandra" href="http://lacassandra.wordpress.com/2009/02/23/la-strada-di-cormac-mccarthy/" target="_blank"><em>La strada</em></a>, dove un padre e un figlio cercano di sopravvivere al freddo e alla cenere di un mondo devastato, per citarne solo alcuni fra i già recensiti.<br />
Con <em>Sunset Limited</em> McCarthy torna al problema del Male e della redenzione, mettendo in scena, questa volta, un dialogo (tutta la narrazione è in forma drammatica) fra un Bianco e un Nero.<br />
La tragedia a cui entrambi sono sopravvissuti è il suicidio del Bianco (&#8220;il Professore&#8221;), salvato dal Nero mentre era in procinto di gettarsi sotto il treno Sunset Limited.<br />
Dopo il salvataggio, il Nero (personaggio semplice, dotato di una grande fede religiosa) trattiene il Bianco in casa sua, iniziando con lui un dibattito sui temi della fede e della vita oltre la morte.</p>
<blockquote><p>BIANCO &#8211; Più che altro, credo nel valore delle cose.<br />
NERO &#8211; Nel valore delle cose.<br />
BIANCO &#8211; Sì.<br />
NERO &#8211; Ok. Di quali cose?<br />
BIANCO &#8211; Di un sacco di cose. Le cose culturali, per esempio. I libri, la musica, l&#8217;arte. Cose di questo genere.<br />
NERO &#8211; Va bene.<br />
BIANCO &#8211; Queste sono le cose che per me hanno valore. Sono la base della civiltà. O quantomeno, un tempo avevano valore. Probabilmente oggi non ne hanno più così tanto.<br />
NERO &#8211; E cosa gli è successo, a quelle cose?<br />
BIANCO &#8211; La gente ha smesso di dar loro valore. Entro un certo limite. Non saprei neanche spiegarle bene perché. Quel mondo è in gran parte scomparso. E fra poco lo sarà del tutto.<br />
NERO &#8211; Non so se riesco a seguirti, professore.<br />
BIANCO &#8211; Non c&#8217;è niente da seguire. Va bene così. Le cose che amavo un tempo erano molto fragili. Molto delicate. Ma io non lo sapevo. Pensavo che fossero indistruttibili. E mi sbagliavo.<br />
NERO &#8211; Ed è questo che ti ha spinto a buttarti giù dal binario. Non una questione personale.<br />
BIANCO &#8211; Ma <em>è</em> una questione personale. E&#8217; proprio questo l&#8217;effetto dell&#8217;istruzione. Rende il mondo intero qualcosa di personale. [1]</p></blockquote>
<p>La cultura del Bianco (ritratto dell&#8217;intellettuale moderno) rende impossibile non sono la fede, ma anche la permanenza stessa nel mondo e nella vita.<br />
Oltre il velo, non può esserci posto che per la morte &#8211; e forse quel velo non è mai statneppure sollevato.<br />
Invano, durante la prima parte del dibattito ci illudiamo che il Nero (ignorante, grosso e solare) riesca a convincere il Bianco, a riportarlo sulla &#8220;retta via&#8221; e verso un <em>happy end</em> in perfetto stile americano.<br />
Sarà invece il Nero, alla fine, a ridursi in ginocchio, piangente, di fronte &#8211; ancora una volta &#8211; all&#8217;evidenza dell&#8217;orrore, del buio:</p>
<blockquote><p>BIANCO &#8211; La rabbia, di fatto, la provo solo nei giorni migliori. Ma in verità non me n&#8217;è rimasta molta. In verità le forme che vedo si sono andate pian piano svuotando. Non hanno più nessun contenuto. Sono soltanto figure. Un treno, un muro, un mondo. O un uomo. Una cosa che penzola con le sue espressioni insensate in mezzo a un vuoto ululante. Senza che ci sia alcun significato nella sua vita. Nelle sue parole. Perché dovrei cercare la compagnia di qualcosa del genere. Perché?<br />
[...]<br />
Il Nero sfila le catene, che cadono a terra tintinnando. Apre la porta e il professore esce. Il nero resta sulla soglia a guardare il pianerottolo.</p>
<p>NERO &#8211; Professore? Lo so che non dici sul serio. Professore? Guarda che io sono di nuovo lì domani mattina. Mi trovi lì. Hai capito? Mi trovi di nuovo lì domani mattina.</p>
<p>Si accascia a terra in ginocchio sulla soglia, è sul punto di piangere.  [2]</p></blockquote>
<p>Lo strale lanciato dal Bianco sul finale è senza dubbio suggestivo e ribalta in modo inaspettato la situazione:</p>
<blockquote><p>BIANCO &#8211; Io non ci credo in Dio. Lo capisce, questo? Si guardi intorno, amico mio. Non lo vede? Il frastuono e le grida della gente che soffre saranno musica per le orecchie di Dio. E io rifuggo queste discussioni. [...] La comunanza di cui lei parla è basata solo e soltanto sul dolore. E se quel dolore fosse veramente collettivo invece che soltanto ripetitivo, il suo peso basterebbe a staccare il mondo dalle pareti dell&#8217;universo e a farlo precipitare in fiamme in mezzo a quel po&#8217; di notte che saprebbe ancora generare prima di ridursi a un nulla che non è neppure cenere. [...] [3]</p></blockquote>
<p>Tuttavia questa ultima opera di McCarthy non convince del tutto. Sarà per l&#8217;eccesiva schematizzazione dei personaggi (soprattutto del Nero); sarà per la brevità del dialogo, che lascia nel lettore, alla resa dei conti, un vago sapore di pretenziosità.<br />
Quel che è certo è che mancano le sfumature a tinte fosche e forti del miglior McCarthy, capaci di far rilucere perfino il nero e il buio, rendendoli indimenticabili. Al loro posto, il disfattismo loquace del Professore che destabilizza, certo, ma non affascina.</p>
<p><span style="color:#888888;">Cormac McCarthy<br />
<em>Sunset Limited</em><br />
Edizioni Einaudi<br />
Torino 2008</span></p>
<p><strong><em>Note</em></strong><br />
[1] Cormac McCarthy, <em>Sunset Limited</em>, 2006 (trad. it. <em>Sunset Limited</em>, Einaudi, Torino 2008, pp. 21 &#8211; 22).<br />
[2] <em>Ivi</em>, p. 116.<br />
[3] <em>Ivi</em>, p. 114.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lacassandra.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lacassandra.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lacassandra.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lacassandra.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lacassandra.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lacassandra.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lacassandra.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lacassandra.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lacassandra.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lacassandra.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lacassandra.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lacassandra.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lacassandra.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lacassandra.wordpress.com/211/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lacassandra.wordpress.com&amp;blog=5491997&amp;post=211&amp;subd=lacassandra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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